Jan
16

Simulazioni

postato da Anna Rita Vizzari in didattica, immagini

I mondi virtuali si prestano anche alle attività laboratoriali e alle simulazioni di azioni e di dinamiche.
Su Second Learning World ho allestito l’Area subacquea sui metodi di prospezione archeologica che fornisce la possibilità di simulare alcune procedure.
Iniziamo con la quadrettatura subacquea che serve a individuare l’ubicazione dei reperti, abbiamo quindi un sistema di sollevamento dei reperti dai fondali mediante barella con palloncini cliccando sulla quale si solleva un’anfora dal fondale (con uno script di lift) per portarla verso un cassone collegato – tramite una robusta catena – alla nave-gru che condurrà i reperti subacquei sulla terraferma. Questo allestimento virtuale si prefigge di far vivere ai ragazzi delle operazioni complesse, quasi impossibili da vivere in prima persona nella vita reale.

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Jan
15

Parco della Preistoria a Scuola 3D

postato da Anna Rita Vizzari in didattica, immagini, ricerca

Maria Gragnaniello è una docente della Scuola Primaria “Don Bosco” di Cardito (NA) che, qualche anno fa, ha sviluppato un percorso immersivo che ha documentato con dovizia di particolari nel wiki di Scuola 3D (Il parco della Preistoria), da dove si può anche scaricare il progetto, sviluppatosi nell’ambito di un’attività opzionale. Scopriamo così che alla base c’è tutto un lavoro propedeutico mirante a dotare i ragazzi delle conoscenze e delle competenze necessarie per sviluppare poi il lavoro nel mondo virtuale: dall’analisi dei diversi tipi di fonte alla consultazione di materiali sui periodi storici considerati ad attività manuali di riproduzioni di reperto. Come è ripartita l’area dedicata alla Preistoria?
Una zona è dedicata al Giurassico e al Cretaceo: qui troviamo la ricostruzione di dinosauri, alcuni dei quali animati.

Dinosauri

Segue l’area dedicata al Paleolitico, dove è rappresentata, fra l’altro, una scena di caccia al mammuth.

Paleolitico

Infine abbiamo l’area dedicata al Neolitico, con personaggi che svolgono diversi tipi di lavoro e vivono nelle palafitte. Segnalo in merito un video della Farmeschi intitolato “Visita al Neolitico“.

Neolitico

Segue l’interessante intervista alla docente Maria Gragnaniello.

– Come è nata l’idea del percorso della Preistoria con il sussidio di scuola 3d?
L’apprendimento della Storia nella scuola elementare si rivela spesso difficoltoso.
Una difficoltà è ravvisabile nel fatto che i contenuti storici non possono essere mediati dall’esperienza diretta. Infatti, gli avvenimenti del passato non fanno parte del quotidiano contesto esperienziale dell’alunno.
Altre difficoltà scaturiscono dal fatto che il docente utilizza la lingua (orale e scritta del libro di testo) come privilegiato mediatore simbolico, definito «freddo». Di conseguenza gli apprendimenti risultano scarsamente significativi e duraturi, destinati talvolta a un rapidissimo oblio, lasciando nella mente del bambino soltanto una confusa traccia di nozioni tra loro scollegate.
Appare pertanto fondamentale ricorrere all’utilizzo di metodologie più idonee, capaci di sfruttare mediatori didattici concreti o «caldi» (attività manuali, esercitazioni pratiche, giochi di simulazione e di ruolo) che favoriscono la concettualizzazione.
Scuola3d è un ambiente di apprendimento virtuale “caldo”, immersivo, caratterizzato da un alto livello comunicativo di tutti i partecipanti (docenti, alunni, esperti) e dall’abbattimento dei vincoli di spazio e di tempo.
In scuola3d gli alunni fanno, cioè costruiscono non (o non solo) ambienti tridimensionali ma le loro conoscenze.
Il percorso didattico sulla Preistoria nasce dall’esigenza di realizzare un approccio alla disciplina “Storia”, in terza elementare, attuando strategie didattiche di tipo
learning by doing, collaborativo, costruttivista.

– In quali problematiche ti sei imbattuta nello svolgere queste attività immersive?

Le condizioni minime di “fattibilità” erano presenti all’avvio del progetto. Gli alunni avevano sufficiente competenza nell’uso delle nuove tecnologie in generale e nell’utilizzo di Scuola3d in particolare, poiché avevano partecipato a precedenti progetti sulla stessa piattaforma. Inoltre, nel vasto “magazzino degli oggetti” di Scuola3d c’erano tanti dinosauri ed altri oggetti funzionali alla ricostruzione dell’ambiente. Le problematiche sorte durante lo svolgimento del progetto, che hanno riguardato l’utilizzo della risorsa tempo o il malfunzionamento di qualche PC, sono state risolte senza grandi difficoltà.

– Nelle tue attività, come si evince dalla documentazione, c’è una forte integrazione fra attività di ricerca, manualità e mondo virtuale: quale ritieni sia il plusvalore fornito dal mondo virtuale in rapporto all’archeologia e alla storia antica?

“La ricostruzione dell’ambiente preistorico diventa costruzione di conoscenza” è questa la premessa su cui si fondava il progetto; si trattava di una “ipotesi sperimentale” da verificare nella realtà.
A conclusione del laboratorio posso affermare che l’ipotesi è pienamente dimostrata. Il Parco, infatti, è non solo “vetrina” dei lavori realizzati in classe, ma soprattutto è stato stimolo continuo alla conoscenza. Scuola3d ha non solo consolidato il lavoro didattico ma rappresentato il “luogo” in cui i bambini hanno costruito le proprie conoscenze attraverso il fare, l’agire, collaborando e condividendo gli strumenti con i coetanei.
La potenzialità di Scuola3d di farsi centro di aggregazione per le attività più svariate, per sistematizzare qualsiasi tipo di conoscenza, è emersa prepotentemente nella realizzazione del laboratorio.
La ricostruzione di un ambiente così lontano dall’esperienza degli alunni ha suscitato continue riflessioni e domande a volte inaspettate: “Ma c’erano i fiori al tempo dei dinosauri?” “Quali piante dobbiamo cercare tra gli oggetti del magazzino 3d?” “Posso mettere un gatto?” “Che cosa sono queste sporgenze di roccia che escono dal soffitto della caverna?”…
Mi ritengo pienamente soddisfatta del lavoro, della motivazione sempre alta degli alunni nell’eseguire le attività, sia in classe che nel laboratorio informatico, dell’impegno profuso e soprattutto dei processi cognitivi attivati.
L’osservazione sistematica degli atteggiamenti degli alunni nei confronti di un’attività complessa, costituita da più operazioni (progettare un ambiente 3d o parte di esso, interrogare il database degli oggetti, selezionare l’oggetto adatto allo scopo, inserirlo nel mondo3d, valutarne la posizione più idonea…), ha inoltre favorito il riconoscimento degli stili cognitivi degli alunni, consentendomi di attivare strategie di apprendimento connesse ai diversi stili cognitivi.
Catia, Alessia e Fortuna, per esempio, alunne sistematiche hanno proceduto a piccoli passi, considerando accuratamente ogni azione e soffermandosi sui minimi dettagli: il posizionamento di ogni oggetto 3d era preceduto da una discussione.
Pio, intuitivo ed impulsivo, ha agito sempre per tentativi ed errori, lavorando su ipotesi e ricercando velocemente una conferma. Ha manifestato di comprendere pienamente il carattere di reversibilità dell’oggetto multimediale.
Domenico è stato preciso e diligente esecutore, capace di attuare concretamente progetti mirati.
Anna e Maria Chiara hanno preferito l’uso del codice linguistico e privilegiato attività in cui sono state richieste abilità di tipo verbale. In ogni chat sono state “protagoniste” indiscusse.

– Hai condotto gli alunni in altri mondi virtuali, anche soltanto con il tuo avatar? Se sì, dove?

Non ho esplorato altri mondi con gli alunni. Per mio conto ho visitato qualche località su SL, partecipando ad alcuni laboratori INDIRE.

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Jan
14

Scuola 3D (www.scuola3d.eu) mondo virtuale realizzato dall’Istituto Pedagogico di Bolzano con tecnologia Mondi Attivi.
L’ingresso a Scuola 3D va preventivamente autorizzato. Una volta che si è dentro ci si può recare el “Viale dei teleport” che offre una serie di pannelli cliccando sui quali ci si teletrasporta nel luogo desiderato: il Parco della Preistoria è uno dei primi che troviamo, e a questo dedichiamo un articolo a parte.
Un altro modo per recarci nell’ambiente che ci interessa consiste nel digitare nella finestrella di chat “Teleport X”, dove X è il nome del luogo (Preistoria, Paleolitico, Neolitico, ad esempio).
Due docenti che usano regolarmente questo mondo virtuale nella didattica sono Nicoletta Farmeschi e Maria Gragnaniello, a cui ho fatto delle interviste..

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Jan
13

Pochi giorni fa ho scoperto la sim Ars Navalis (Slurl: Mon Joie) il cui owner Matteo Laudato (Linteus Dench su Second Life), nella vita reale è archeologo e su SL si occupa di ricostruzioni di navi antiche.
Si è fatto gentilmente intervistare in chat (mi ha fatto compagnia Nicoletta Farmeschi, con cui voluto subito condividere la conoscenza di questa sim). Le mie domande iniziali (a cui se ne sono aggiunte altre, da parte mia e anche da parte di Nicoletta, nel corso della chat) erano:
1) Come è nata l’idea di dedicare una sim alle ricostruzioni di navi antiche?
2) Una nave antica per la cui realizzazione ci sono state scoperte particolari o aneddoti curiosi.
3) Nella vita reale di che cosa ti occupi? c’è un intreccio con quanto svolgi qua?
Tutto quello che segue non è la sequenza di battute bensì un raccordo delle risposte di Matteo Laudato-Linteus Dench.

«Sono archeologo medievista, vengo da Trieste e lavoro a Roma. Fino a un paio di anni fa, Second Life per me era solo ricreazione pura, poi ho imparato poco a poco ad usare i programmi di modellazione 3D (principalmente Blender e Sculpt studio) e, siccome, mi manca tanto il mio mare, mi sono dedicato alla ricostruzione di navi. Anni fa feci un corso di archeologia navale, così mi sono messo a costruire.
Questa sim è mia ma la condivido con un sacco di amici: è nato il gruppo “Ars Navalis” che è la vera anima di questa sim e attua, secondo lo spirito di Second Life, pura cooperazione creativa. Noi sosteniamo la American Cancer Society, per cui le eccedenze delle vendite delle nostre riproduzioni, una volta pagata la sim, vanno lì.
A novembre abbiamo presentato un progetto ad Archeovirtual presso la Fiera Mediterranea del Turismo Archeologico. Quindi abbiamo affittato delle altre sim: ora sta nascendo un nuovo progetto e stiamo concentrandoci per un passo importante.
Abbiamo avuto un’idea che si chiama “Uluburun Sailing Quest“: quella che vedi laggiù…

Ars navalis

… è la replica della nave di Uluburun, in Turchia: si tratta di una nave dell’età del bronzo il cui carico è stato interamente recuperato e ora è esposto al museo di Bodrum in Turchia.  È una nave cananea che aveva a bordo oggetti sardi (panelle di rame), alcune armi e altre merci: il carico proveniva da tutto il Mediterraneo.
La mappa che vedi alle mie spalle…

Ars navalis
…è il viaggio della nave desunto dai reperti del carico: la rotta seguita dalla nave tocca Egitto, Creta, Grecia, Adriatico, Sardegna, Libia e Cipro. Quindi cosa abbiamo pensato? Abbiamo pensato di riprodurre il Mediterraneo dell’Età del Bronzo e, con la nave una “caccia al tesoro” in cui i visitatori dovevano cercare gli oggetti del carico navigando e toccando diversi punti. La nave che vedi ricostruita naviga, ovviamente, con un simulatore di vento reale.
Stiamo preparando  un video che illustra il viaggio. Nel nostro gruppo siamo italiani, tedeschi, irlandesi, americani e sudafricani: siamo un gruppo internazionale, anche se la maggioranza è italiana; e abbiamo sperimentato con scuole italiane e americane (di medie e superiori: rispettiamo il regolamento di SL… niente utenti sotto i 13 anni), accorgendoci di alcuni problemi didattici.
Gli alunni si connettevano con degli avatar pre – preparati. I problemi sono stati molti, ovviamente, ma il principale è l’approccio. Ovvero, gli adulti colgono subito l’aspetto didattico… qualcuno si diverte a navigare, qualcuno non ha mai provato un 3D e si blocca ai comandi… ma i ragazzi no, conoscono benissimo l’interfaccia tramite i videogames, però il problema è stato introdurre quello che in inglese si chiama lo “stakeholder”: una figura di riferimento, che nei videogiochi non c’è. Quindi abbiamo istituito un vero e proprio servizio di guide didattiche online che li hanno accompagnati nell’esperienza.
Gli alunni dovevano creare un equipaggio – darsi un pilota, un navigatore, un mercante – e raccogliere il carico. Si chiedeva loro di fare il bronzo, quindi dovevano andare a prendere il rame e lo stagno (il rame a Cipro e lo stagno in Grecia), poi fare il processo di estrazione e fonderlo (fornace di riduzione del minerale e fornace di fusione), quindi caricare il lingottone e tornare: abbiamo ricreato diversi spot… uno, tra l’altro, è il nuraghe costiero di Cala del Vino.
Noi siamo partiti dal concetto che le ricostruzioni virtuali sono assolutamente noiose bellissime magari ma prive di reale interazione, in realtà con esperienze come SL siamo passati alla Cyber Archaeology che è tutt’altro. Ovvero, il 3D non è niente di più che un bel “pannello museale”, mentre la Cyber Archaeology parte dal concetto che lo strumento modifica non solo la fruizione, ma anche il modo di trasmettere le informazioni e il processo di apprendimento stesso e in qualche modo il senso stesso del soggetto.
In questo caso, non c’è solo uno strumento per cui la questione non è tanto fare dei bei modelli 3D o portare qui dentro temi che sono in RL ma capire come questo tipo di esperienza virtuale possa veicolare dei modi di conoscere la realtà. Sembra filosofia astratta forse, ma in realtà è tornare finalmente a una questione importante: non come fare una cosa, ma perché. Abbiamo scelto un relitto navale dell’età del bronzo…. che sta in un museo turco che non ha nemmeno il sito web… praticamente la cosa più specialistica e noiosa che esista (e lo dico io che sono archeologo): è questione di scopi. Il nostro non era quello di informare ovvero far passare delle informazioni storiche: il nostro scopo era mettere in moto la macchina della curiosità perché senza curiosità non esiste conoscenza.
Il nostro progetto per il futuro è fondamentalmente quello di elaborare dei progetti didattici basati sulla massima interazione e sulla collaborazione tra gli utenti: ora cerchiamo i contatti ufficiali per sostenere le spese per la creazione di una rete di musei navali del Mediterraneo. Vogliamo sperimentare una didattica in ambiente MUVE puntando sullo stimolo alla conoscenza da una parte e creando delle figure professionali, delle guide, che aiutino a gestire l’infinita messe di informazioni ottenibili sulla rete. SL è un ambiente Multi User; non siamo sicuri di continuare ad usare SL, che costa – Opensim del resto ha dei problemi di scripting – ma il mezzo tecnico, la griglia è poco importante: per il momento l’importante è quello che si fa. Poi ci sono delle resistenze istituzionali, inutile negarlo.
Segnalo infine il video della naumakia

Ars navalis

(Snapshot pubblicate con il consenso di Matteo Laudato/Linteus Dench).

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