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Maria Guida (Marinu Gausman su Second Life) è una docente di Matematica e Fisica che da qualche mese lavora all’Agenzia Scuola di Firenze. Nell’ambito del corso di formazione per insegnanti sui mondi virtuali, gestito da Andrea Benassi, tenne per noi un laboratorio di Fotografia; in seguito abbiamo lavorato insieme nell’area sottomarina di Second Learning World. Considerandola una delle persone che più hanno contribuito alla mia formazione sui mondi virtuali, le ho chiesto una breve intervista.

Incontro con Marinu Gausman nel PW del Master Unituscia

1) Quale ritieni sia il plusvalore dell’uso dei mondi virtuali per la didattica laboratoriale?

Ho visto in Second Life in questi anni molte esperienze di didattica, italiane e non, spesso basate su poster da leggere o su conversazioni orali stile conferenza. Sono certa che questo tipo di lezione non sfrutti affatto le potenzialità dell’ambiente che può consentire invece un apprendimento attivo perchè esperienziale e situato. I mondi virtuali offrono, infatti, la possibilità di ricreare ambienti e situazioni in cui, nella vita reale, è difficile o impossibile o pericoloso condurre gli alunni perchè apprendano seguendo un percorso di esperienze progettate in anticipo dal docente.
Così ho provato a costruire in Second Life, grazie all’ospitalità dell’isola “Imparafacile(Slurl: Imparafacile), e successivamente nella Opensim dell’ANSAS, un fondale marino in cui le alghe, i pesci, le stelle marine reagiscono al tocco, cosa che non fanno le creature reali benché siano molto più belle da vedere, e consentono così all’alunno di acquisire conoscenza.

– C’è su Second Life una sim storica o archeologica che ritieni particolarmente significativa dal punto di vista didattico e perché?

In Second Life mantenere in vita una sim è costoso e per questa ragione continuamente scompaiono vecchie sim, anche bellissime ma nuove ne spuntano, materializzazione di nuovi progetti e nuove idee.
Per questo Second Life non invecchia. Ci sono dei luoghi della memoria e c’è persino un progetto per conservare le opere di architettura virtuale affinché non vengano cancellate per sempre da questo meccanismo.
Personalmente ho sempre avuto un debole per Versailles che offriva una bella ricostruzione della reggia e dei suoi interni con tutti gli arredi in dettaglio. Il passato è d’obbligo perché anche Versailles ha smesso d’esistere.
Nella Reggia si incontravano sempre tante persone in costume d’epoca, giocatori di ruolo, che contribuivano a creare un’inimitabile atmosfera.

Incontro con personaggio in costume d’epoca a Versailles, durante il laboratorio di Marinu
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Mondi immersivi significa anche questo, la possibilità di studiare un periodo della storia non solo guardando un film di ambientazione storica ma addirittura immergendosi con il proprio avatar in uno spazio virtuale che simuli la possibilità di tornare nel passato, vestire alla moda del tempo, sdraiarsi su una dormeuse settecentesca, parlare l’italiano affettato di allora: in altri termini immergersi nello spirito di quel secolo.
Ho sperimentato questa sensazione quando ho tenuto un breve ciclo di lezioni per i docenti di FOR nel campus Indire in Second Life.
Il mio gruppo, in visita a Versailles,  ebbe la fortuna di incontrare la “Regina di Francia” che si offrì di accompagnarci in una visita guidata e ci fece ascoltare e ballare un minuetto.

– Su Second Life e su Opensim hai ricostruito un fondale marino in cui si sviluppa un percorso di ricerca. Ce lo racconti?

L’idea del fondale è nato da una chiacchierata con i ragazzi di un’associazione di subacquei che mi parlavano delle bellezze dei nostri fondali. Ho pensato che gli studenti mai avrebbero potuto studiare dal vivo queste creature che vivono in aree protette ed oltretutto sott’acqua. Non esisteva dunque alternativa al libro di testo? Così ho provato a riprodurre in Second Life i saraghi, gli ippocampi, le gorgonie gialle e rosse. le meduse. le poseidonie e ad inserirli in un percorso le cui tappe sono scandite da stelle marine che, al tocco, pongono una domanda.Tra gli oggetti attorno c’è da scoprire quelli che,con un clic, aprono immagini, filmati, piccoli file testuali grazie ai quali sarà più semplice trovare la risposta esatta. Le domande, ovviamente, non servono alla valutazione di conoscenze ma sono solo un espediente per coinvolgere gli studenti con un pizzico di sfida. Alla fine del percorso si riceve un premio, un libro da sfogliare sott’acqua che parla delle cose imparate per rivederle e fissarle (in merito si veda l’intervento all’EBookFest).
I video del fondale marino sono su Vimeo (www.vimeo.com/8425484 e www.vimeo.com/10843591); altre info sul mio blog marinugausman.blogspot.com.

Nel fondale di Marinu

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