Pochi giorni fa ho scoperto la sim Ars Navalis (Slurl: Mon Joie) il cui owner Matteo Laudato (Linteus Dench su Second Life), nella vita reale è archeologo e su SL si occupa di ricostruzioni di navi antiche.
Si è fatto gentilmente intervistare in chat (mi ha fatto compagnia Nicoletta Farmeschi, con cui voluto subito condividere la conoscenza di questa sim). Le mie domande iniziali (a cui se ne sono aggiunte altre, da parte mia e anche da parte di Nicoletta, nel corso della chat) erano:
1) Come è nata l’idea di dedicare una sim alle ricostruzioni di navi antiche?
2) Una nave antica per la cui realizzazione ci sono state scoperte particolari o aneddoti curiosi.
3) Nella vita reale di che cosa ti occupi? c’è un intreccio con quanto svolgi qua?
Tutto quello che segue non è la sequenza di battute bensì un raccordo delle risposte di Matteo Laudato-Linteus Dench.
«Sono archeologo medievista, vengo da Trieste e lavoro a Roma. Fino a un paio di anni fa, Second Life per me era solo ricreazione pura, poi ho imparato poco a poco ad usare i programmi di modellazione 3D (principalmente Blender e Sculpt studio) e, siccome, mi manca tanto il mio mare, mi sono dedicato alla ricostruzione di navi. Anni fa feci un corso di archeologia navale, così mi sono messo a costruire.
Questa sim è mia ma la condivido con un sacco di amici: è nato il gruppo “Ars Navalis” che è la vera anima di questa sim e attua, secondo lo spirito di Second Life, pura cooperazione creativa. Noi sosteniamo la American Cancer Society, per cui le eccedenze delle vendite delle nostre riproduzioni, una volta pagata la sim, vanno lì.
A novembre abbiamo presentato un progetto ad Archeovirtual presso la Fiera Mediterranea del Turismo Archeologico. Quindi abbiamo affittato delle altre sim: ora sta nascendo un nuovo progetto e stiamo concentrandoci per un passo importante.
Abbiamo avuto un’idea che si chiama “Uluburun Sailing Quest“: quella che vedi laggiù…
… è la replica della nave di Uluburun, in Turchia: si tratta di una nave dell’età del bronzo il cui carico è stato interamente recuperato e ora è esposto al museo di Bodrum in Turchia. È una nave cananea che aveva a bordo oggetti sardi (panelle di rame), alcune armi e altre merci: il carico proveniva da tutto il Mediterraneo.
La mappa che vedi alle mie spalle…

…è il viaggio della nave desunto dai reperti del carico: la rotta seguita dalla nave tocca Egitto, Creta, Grecia, Adriatico, Sardegna, Libia e Cipro. Quindi cosa abbiamo pensato? Abbiamo pensato di riprodurre il Mediterraneo dell’Età del Bronzo e, con la nave una “caccia al tesoro” in cui i visitatori dovevano cercare gli oggetti del carico navigando e toccando diversi punti. La nave che vedi ricostruita naviga, ovviamente, con un simulatore di vento reale.
Stiamo preparando un video che illustra il viaggio. Nel nostro gruppo siamo italiani, tedeschi, irlandesi, americani e sudafricani: siamo un gruppo internazionale, anche se la maggioranza è italiana; e abbiamo sperimentato con scuole italiane e americane (di medie e superiori: rispettiamo il regolamento di SL… niente utenti sotto i 13 anni), accorgendoci di alcuni problemi didattici.
Gli alunni si connettevano con degli avatar pre – preparati. I problemi sono stati molti, ovviamente, ma il principale è l’approccio. Ovvero, gli adulti colgono subito l’aspetto didattico… qualcuno si diverte a navigare, qualcuno non ha mai provato un 3D e si blocca ai comandi… ma i ragazzi no, conoscono benissimo l’interfaccia tramite i videogames, però il problema è stato introdurre quello che in inglese si chiama lo “stakeholder”: una figura di riferimento, che nei videogiochi non c’è. Quindi abbiamo istituito un vero e proprio servizio di guide didattiche online che li hanno accompagnati nell’esperienza.
Gli alunni dovevano creare un equipaggio – darsi un pilota, un navigatore, un mercante – e raccogliere il carico. Si chiedeva loro di fare il bronzo, quindi dovevano andare a prendere il rame e lo stagno (il rame a Cipro e lo stagno in Grecia), poi fare il processo di estrazione e fonderlo (fornace di riduzione del minerale e fornace di fusione), quindi caricare il lingottone e tornare: abbiamo ricreato diversi spot… uno, tra l’altro, è il nuraghe costiero di Cala del Vino.
Noi siamo partiti dal concetto che le ricostruzioni virtuali sono assolutamente noiose bellissime magari ma prive di reale interazione, in realtà con esperienze come SL siamo passati alla Cyber Archaeology che è tutt’altro. Ovvero, il 3D non è niente di più che un bel “pannello museale”, mentre la Cyber Archaeology parte dal concetto che lo strumento modifica non solo la fruizione, ma anche il modo di trasmettere le informazioni e il processo di apprendimento stesso e in qualche modo il senso stesso del soggetto.
In questo caso, non c’è solo uno strumento per cui la questione non è tanto fare dei bei modelli 3D o portare qui dentro temi che sono in RL ma capire come questo tipo di esperienza virtuale possa veicolare dei modi di conoscere la realtà. Sembra filosofia astratta forse, ma in realtà è tornare finalmente a una questione importante: non come fare una cosa, ma perché. Abbiamo scelto un relitto navale dell’età del bronzo…. che sta in un museo turco che non ha nemmeno il sito web… praticamente la cosa più specialistica e noiosa che esista (e lo dico io che sono archeologo): è questione di scopi. Il nostro non era quello di informare ovvero far passare delle informazioni storiche: il nostro scopo era mettere in moto la macchina della curiosità perché senza curiosità non esiste conoscenza.
Il nostro progetto per il futuro è fondamentalmente quello di elaborare dei progetti didattici basati sulla massima interazione e sulla collaborazione tra gli utenti: ora cerchiamo i contatti ufficiali per sostenere le spese per la creazione di una rete di musei navali del Mediterraneo. Vogliamo sperimentare una didattica in ambiente MUVE puntando sullo stimolo alla conoscenza da una parte e creando delle figure professionali, delle guide, che aiutino a gestire l’infinita messe di informazioni ottenibili sulla rete. SL è un ambiente Multi User; non siamo sicuri di continuare ad usare SL, che costa – Opensim del resto ha dei problemi di scripting – ma il mezzo tecnico, la griglia è poco importante: per il momento l’importante è quello che si fa. Poi ci sono delle resistenze istituzionali, inutile negarlo.
Segnalo infine il video della naumakia.»
(Snapshot pubblicate con il consenso di Matteo Laudato/Linteus Dench).



