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Nicoletta Farmeschi è una docente di Scuola Primaria nota come suffragetta della didattica immersiva. Infatti ha una consolidata esperienza all’interno di Scuola 3D (www.scuola3d.eu) mondo virtuale realizzato dall’Istituto Pedagogico di Bolzano con tecnologia Mondi Attivi. Per fornire un’idea della sua vasta esperienza, segnalo l’intervista fattale da Andrea Benassi su secondlearning.it: “Non solo Second Life: Scuola 3D“.
Di recente sta portando avanti un’esperienza legata all’Archeologia: nel wiki la Farmeschi definisce il proprio…

…un percorso che usa i mondi virtuali come fossero ambienti reali da visitare con facilità e senza costi né perdite di tempo per prenotare pullman, pranzi al sacco ecc.: saranno anche dei veri e propri viaggi nel tempo.

Questo suo itinerario prevede anche la visita alla mia area archeologica riprodotta su Second Learning World.
Veniamo ora alla corposa intervista che Nicoletta mi ha gentilmente concesso.

L’avatar di Nicoletta nel mio fondale su SLW
Nicoletta nel mio fondale

1) Quale ritieni sia il plusvalore dell’uso dei mondi virtuali per la didattica dell’archeologia?

Sembra ormai assodato che i mondi virtuali  nella didattica abbiano valore nella costruzione delle conoscenze, ma nella metodologia della storia, le ricostruzioni  archeologiche in 3d offrono qualcosa di più: una realtà aumentata, dove sono possibili  esperienze fino a pochissimo tempo fa ritenute inimmaginabili.
Ecco cosa si diceva nel 2008 in un interessante documento, il cui autore – Enrica Salvatori – proviene dall’Università di Pisa:

“Potremmo mai riuscire a ricostruire ….. antichi paesaggi della memoria che si sono persi? D’impulso verrebbe da dire di no. Per sua natura la storia non si ricostruisce in laboratorio, non si verifica sul campo, non si sperimenta: la storia semplicemente si racconta… Questo paradigma della disciplina… si è tuttavia colorato in tempi recenti di sfumature inaspettate… in virtù della capillarità e pervasività della rivoluzione digitale.” (da La trasmissione della memoria da Guccini ad Avatar: un ritorno al futuro)

La rivoluzione digitale è andata oltre e i tempi della ricostruzione degli antichi paesaggi, sono arrivati! Gli alunni di oggi hanno così la possibilità di “vivere la storia” e fare proprie le conquiste dei popoli che ci hanno preceduto, “con gli occhi” oltre che con la mente.
Cerchiamo di capire con maggiore precisione cosa vuol dire realizzare una didattica della storia che utilizza ambienti ricreati ad hoc,  non da “costruttori” che usano la loro immaginazione, ma da esperti in storia antica, con competenze archeologiche, architettoniche, antrolopogiche, sociologiche specifiche.
Ecco alcuni spunti su come potrebbero essere dei veri e propri “viaggi indietro nel tempo” durante una lezione di storia:
quale insegnante potrebbe mai pensare di portare i propri alunni  a visitare  una ziqqurat? Quante scuole possono permettersi gite di istruzioni alle piramidi egizie?  Immaginiamo di prendere parte allo storico incontro fra Garibaldi e  Vittorio Emanuele II° “travestiti” per così dire, da garibaldini. E non solo: i “visitatori” coi loro docenti, potrebbero addittura “interagire” con il passato: pensiamo ad esempio di poter incontrare degli avatar che, come attori, interpretano personaggi storici e conoscere così “un” Cesare, disponibile a parlare con voi:  non sarebbe un’esperienza al di sopra di ogni aspettativa? Per il momento risulta possibile “immergersi” in alcuni ambienti storici attendibili in Second Life, ma “incontrare” Cleopatra potrebbe essere il  prossimo passo avanti nella didattica virtuale dell’archeologia…
Le ricostruzioni archeologiche possono permettere di imparare intimamente il nostro passato; se resta uno scoglio da superare, per il docente, è  piuttosto il guidare gli alunni a quell’espressione orale dei concetti, a quel  “saper parlare” con il giusto linguaggio e con i giusti termini, intorno alle questioni storiche,  punto purtroppo debole nell’attuale metodologia. Ma certo possiamo prevedere dei miglioramenti anche in questo, se è vero che ciò che è vissuto in prima persona è più facile da esprimere, piuttosto di ciò che è stato appreso dalla lingua scritta o parlata di altri, quindi per terza persona.
In breve sono convinta che avremo dei miglioramenti misurabili nel rendimento dei bambini che studiano la storia con i mondi virtuali, sia dal punto di vista della chiara comprensione, sia dal punto di vista del linguaggio.
Attualmente sto sperimentando una didattica di questo tipo con i miei alunni di classe 4a elementare.

2) Hai condotto gli alunni in qualche sim archeologica di Second Life? Quale?

Con il progetto Fare storia nei mondi virtuali, al secondo anno di attuazione, ho condotto i miei scolari a “visitare” alcune zone archeologiche in 3d piuttosto affascinanti, seguendo la cronologia della storia. Abbiamo studiato la Preistoria, il Neolitico e il Paleolitico  grazie  a Scuola3d, mentre SecondLife*, molto più ricco in quanto a ricostruzioni storiche delle civiltà del passato, ci ha permesso di visitare Sthonhenge, il villaggio dei Sumeri nella land di Okapi,  la città di Gilgamesh e quella sumero-babilonese, nella zona di  Fas.  Questi ambienti, derivati di solito dallo sviluppo “pratico” di progetti universitari, danno una certa sicurezza riguardo  alla corrispondenza storica, fattore di non secondaria rilevanza quando si avvia una sperimentazione di questo tipo. I miei alunni, infatti, non potrebbero capire la differenza fra un ambiente che si avvicina soltanto ad un periodo storico ed uno che,  invece,  nasce dalla ricostruzione  di carattere “scientifico” e rigorosa, ma è certo che ogni processo di apprendimento deve evitare il “pressapoco” e le ambiguità per quanto possibile.
*La differenza nell’uso dei due mondi virtuali è da sottolineare: in Scuola3d i bambini possono entrare direttamente con i loro avatar, e questo è quasi il massimo, quando si pensa ad un’esperienza didattica di tipo immersivo: o ci si immerge nella realtà o nel mondo virtuale 3d, in ogni caso interagendo, ma con sempre meno possibilità che nella vita reale.
In  SecondLife, invece, i bambini non sono ammessi, per motivi di sicurezza e questo implica che l’esperienza viene filtrata dall’avatar dell’insegnante che media con l’uso,  finora, del videoproiettore, della Lim d’ora in poi.

3) Delle varie ricostruzioni archeologiche presenti nei mondi virtuali quali ritieni meglio strutturata per la didattica e perché? (naturalmente da questa risposta è esclusa la mia area su SLW)

Una sim che i miei alunni non hanno ancora visitato è  Heritage, per i luoghi degli antichi egizi. Heritage è  ben strutturato per la didattica. Mi ha, ad esempio, colpito la possibilità  di procedere non a caso, ma in un percorso pianificato, dove una guida consegna le “chiavi” per la conoscenza di quel luogo. Vi sono poi aspetti divertenti, come ad esempio poter “subire” , tramite il proprio avatar, il procedimento di mummificazione… L’unico neo è, semmai, il corredo di informazioni cui si può accedere soltanto conoscendo l’Inglese, il che presuppone l’esclusione di una parte degli utenti italiani. Ma sicuramente l’aspetto educativo della ricostruzione in questo caso mi è apparso molto centrato.
A Scuola3d ho potuto apprezzare il Parco della Preistoria
(Segnalo in merito un suo video intitolato “Visita al Neolitico“, NdA) e la Mesopotamia.

Nicoletta Farmeschi
Docente di Scuola Primaria
Castel del Piano, 14 gennaio 2011

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