Dec
30

Second Life

postato da Anna Rita Vizzari in guide, programmi scaricabili, sitografie, software, tutorial

Ora noi vediamo il mondo virtuale più noto, Second Life, il cui sito ufficiale è secondlife.com
Innanzitutto si crea l’account nella pagina join.secondlife.com, scrivendo il nome e scegliendo il cognome tra quelli proposti dal sistema.
Quindi si scarica il programma (il viewer) dalla pagina secondlife.com/support/downloads; bisogna prendere in considerazione i requisiti di sistema richiesti per un corretto funzionamento del programma, che troviamo  nella pagina secondlife.com/support/system-requirements.
Il regolamento è su secondlife.com/corporate/tos.php: qui apprendiamo che al mondo virtuale possono accedere ragazzi dai 13 ai 18 anni a particolari condizioni, per loro tutela. Quindi in teoria si possono condurre gli alunni dalla terza media in poi. In pratica è consigliato, prima di accedere a una sim, di verificarne le condizioni: nel corso del tempo molte sim o land cambiano natura, trasformandosi da culturali in commerciali, per cui un sopralluogo è d’uopo. Le sim sono contrassegnate dai Maturity Ratings, che corrispondono un po’ ai bollini dei programmi televisivi.
Per chi desidera familiarizzare innanzitutto con sim e land italiane, segnalo una pagina di wiki che viene continuamente aggiornata da Opensource Obscure: ALI – Accademia delle Land Italiane.
Vediamo adesso nel dettaglio alcune aree  specifiche, che ho ripartito nelle seguenti categorie:
1) Land e Sim relative all’Archeologia e alla Storia Antica,
2) Land e Sim relative al Rinascimento,
3) Belle Land e Sim perdute.
Se quest’ultima categoria la ho scopo di fare “archeologia del mondo virtuale” proponendo documentazioni di luoghi ormai spariti in nome dei frequenti aggiornamenti e delle frequenti riconversioni delle isole virtuali, le due categorie precedenti comprendono non tanto sim con percorsi didattici strutturati bensì sim con scenari che possono costituire l’ambientazione di attività progettate dal docente. Infatti, come rileva Andrea Benassi nell’intervista:

Non credo sia un punto di vista di “sim”, di spazi più o meno didattici. Quello che conta, e che forse fino adesso è spesso mancato, è la progettazione NON tanto di uno spazio virtuale quanto di un’esperienza: ciò che in quello spazio deve accadere.

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